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Archive for the ‘Mangiar bene’ Category

Se vi lamentate delle porzioni ristrette e magari sovrapagate che vi vengono servite in certi ristoranti potete rifarvi al Ristorante Pizzeria La Costa Azzurra (ovviamente non voglio togliere nulla all’impagabile qualità di certi piatti d’alta cucina gustati in ambienti ben più ricercati).
Il locale si trova in Via Quinzano 27 a Flero (Brescia) nei pressi della tangenziale ovest e della zona industriale di Brescia.
L’ambiente è molto spartano e alla buona e la gestione è tipica napoletana.
Dal menù si possono ordinare pizze oppure piatti a base di pesce. Personalmente consiglio di restare sui primi piatti che sono la specialità del posto. Incredibilmente abbondanti e vengono serviti addirittura sul piatto della pizza. Porzioni così generose diffcilmente le si trovano nei ristoranti accompagnate pure da un prezzo molto contenuto (6-7 euro di media).
Personalmente ho ordinato un risotto ai frutti di mare che ho diviso a metà con un’altra persona e che poi abbiamo fatto fatica a finire.
Anche i secondi piatti sono molto abbondanti e a prezzi molto ristretti.
Consigliato per una cena fra amici. Da evitare magari come cornice ad una cenetta romantica in dolce compagnia. 😉
Meglio prenotare visto che nel fine settimana è sempre molto pieno.
Il locale è chiuso il lunedì ed è aperto anche a pranzo.

Ristorante Pizzeria La Costa Azzurra
Via Quinzano 27 – 25030 Flero (Brescia) – Tel. 030.2680614

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clicca per ingrandire la cartinaEcco un semplice e classico giro in moto di 180Km da svolgere in tranquillità (la mappa con il percorso dettagliato).
Partenza da Desenzano d/G seguendo la Gardesana fino poco prima di Salò dove si prende la direzione Vobarno.
Arrivati nel centro di Vobarno imboccare la piccola strada per Eno (sul lato destro).
A questo punto si inizia a salire per la bellissima e caratteristica Val Degagna immersi nel verde dell’altura per una decina di chilometri per fino al raggiungimento della piccola frazione di Eno. Deviare per Treviso Bresicano con tappa d’obbligo per l’aperitivo alla Trattoria Locanda Lamarta (consigliata soprattutto per gustare un ottimo spiedo bresciano in questo locale che è recentemente balzato alla cronaca per la partecipazione con successo alla trasmissione televisiva della Rai “La prova del cuoco”).
Scendere verso il lago d’Idro (del quale si ha una visione panoramica bellissima lungo la strada che porta a valle) e percorrere tutta la sua costa per raggiungere Storo.
Seguire per il Lago di Ledro e cominciare la salita verso la Val d’Ampola (strada paesaggisticamente molto consigliata). Raggiungere la frazione di Bezzecca e fare una piccola deviazione sul lato sinistro della strada per la piccola Valle dei Concei per la sosta del pranzo presso il caratteristico Rifugio al Faggio.
Ritornare sulla strada principale e raggiungere il Lago di Ledro. Appena prima del lago prendere la stradina a destra che permette di effettuare il giro della costa sud del lago (evitando la solita statale alta) aprezzando così più da vicino la bellezza di questo piccolo bacino ricco di piccole baie e dal colore dell’acqua particolare. Proseguire in direzione Riva del Garda e appena dopo l’abitato di Biacesa fare una piccola deviazione per Pregasina per gustare un panorama sul lago di Garda veramente unico. Ritornare sulla strada che scende verso Riva del Garda per il rientro a Desenzano del Garda lungo tutta la sponda bresciana del lago.


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Malga Somator

Lungo uno degli ultimi giri fatti in moto nella zona a nord del Lago di Garda ho fatto una piacevole scoperta.
Trattasi del Ristorante Malga Somator che si trova a 1.309 m di altezza in Val di Gresta, vicino al passo Bordala, in provincia di Trento.
Se siete da queste parti vale la pena fermarsi a mangiare. La posizione è veramente incantevole, sperduta nel verde della montagna, con un meraviglioso panorama sulla Vallagarina, sulla Lessinia e sulla sottostante città di Rovereto.

Malga Somator - Val di Gresta - Passo Bordala (TN)Malga Somator - Val di Gresta - Passo Bordala (TN)

L’ambiente è molto semplice ed accogliente da tipico rifugio d’altura con la possibilità di mangiare sia all’aperto che all’interno della struttura e la qualità dei piatti (rigorosamente tipici) è ottima con porzioni abbondanti. Consiglio il menù degustazione al prezzo di circa 20 euro che comprende antipasto, tris di primi e bis di secondi.

Malga Somator - Val di Gresta - Passo Bordala (TN)Malga Somator - Val di Gresta - Passo Bordala (TN)

La Malga Somator è aperta tutti i giorni da maggio a ottobre mentre il resto dell’anno apre solo nel fine settimana.
Per raggiungerla arrivare nei pressi del Lago di Cei (oppure se si arriva dal lago di Garda prendere la strada per Ronzo Chienis nei pressi del paese di Loppio fra Mori e Riva del Garda) e proseguire per il Passo Bordala. Arrivati sul Passo si trova il cartello di indicazione della malga e si deve svoltare per una piccola stradina asfaltata da percorrere per circa 2,5 Km (vedi la mappa stilizzata oppure la cartina dettagliata).

Malga Somator - Val di Gresta - Passo Bordala (TN)Malga Somator - Val di Gresta - Passo Bordala (TN)

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Nei giorni scorsi sono stato presso il Pub Ristorante Pizzeria “Alli Galli” Grill (Cominello) che si trova in via Cominello 51 a Lonato (BS) sulla strada che porta verso Esenta.
Ambiente ampio e semplice con numerosi tavoli. Prezzi molto buoni e orario di apertura fino alle 2 di notte.
Ho provato il galletto alla brace che è la specialità della casa servito con un’abbondante porzione di patatine e salse e che consiglio sicuramente. Se non optate per il galletto è possibile scegliere altri piatti del ristorante oppure provare la pizzeria che personalmente non ho ancora testato. 😉
Vedo dal menù che in caso di cena completa è prevista la birra a fiumi. 🙂

Orario di apertura dalle ore 18.00 alle ore 2.00 (tel. 030.9133563 o 366.2610103)

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Rifugio al Faggio - Concei (Valle di Ledro)Rifugio al Faggio - Concei (Valle di Ledro)

Se siete in gita fuori porta nei pressi del lago di Ledro vi suggerisco una tappa enogastronomica presso lo Chalet Rifugio al Faggio.
Lo si raggiunge tranquillamente in auto o in moto con una deviazione di pochi chilometri poco prima di Pieve di Ledro (sulla sinistra) prima di arrivare al Lago di Ledro (andando in direzione Riva del Garda). Si segue per la Val Concei (TN) e poi sono presenti successivi cartelli che indicano il rifugio.
La struttura è immersa nel verde e nelle motangne circostanti di questa tranquilla valle e fa anche servizio hotel con camere. E’ tappa di escursionisti e motociclisti e merita sicuramente.
Molto caratteristico, sia per l’ambiente che per la cucina (suggerisco la polenta di Storo 😉 ), e presenta tutta una sua particolare storia fantasiosa legata alla secolare pianta di faggio presente sul retro.

Rifugio al Faggio - Concei (Valle di Ledro)Rifugio al Faggio - Concei (Valle di Ledro)

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Agriturismo Armea

Agriturismo ArmeaSe volete cenare presso un buon agriturismo della zona consiglio l’agriturismo Armea in località Armea nei pressi della torre di San Martino della Battaglia (Desenzano del Garda – Brescia).
L’ambiente è molto carino con sale accoglienti con pietra a vista e legno.
La qualità e la varietà dei piatti è ottima. Prezzo medio ed è consigliata la prenotazione in quanto è sempre molto frequentato (telefono 030.9910481).

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Cartina della strada Anfo-Baremone-ManivaDurante il fine settimana ho avuto il piacere di percorrere in moto una bellissima strada riaperta dopo quasi 6 anni. La notizia apparsa sui giornali nei primi giorni di agosto ha confermato la riapertura della Anfo – Baremone – Passo del Maniva (clicca sulla cartina a lato per ingrandirla) che collega la Valsabbia con la Valtrompia dopo la frana dell’ottobre del 2003 nella zona sotto il Dosso Alto vicino al Maniva.
Si imbocca la strada appena dopo il centro di Anfo sul Lago d’Idro (arrivando da Idro) e subito ci si addentra in un paesaggio molto suggestivo.

Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaStrada Anfo-Baremone-Passo Maniva

La strada è costantemente in salita e abbastanza stretta con moltissime curve e tornanti impegnativi. La lunghezza completa del percorso è di circa 15 Km; si incontrano due gallerie abbastanza buie e molto corte (con fondo in cemento) e verso l’arrivo al Maniva si percorre la nuova galleria che ha risolto il problema della frana. Durante il tragitto si passa dal Rifugio Rosa del Baremone e successivamente si arriva al Passo della Spina. Si deve percorrere poi circa un chilometro e mezzo di strada sterrata. Sicuramente i mezzi più adatti per affrontare questa strada sono quelli a due ruote (se la si affronta in bici è consigliata la mountain bike e un’intensa e lunga preparazione atletica 😉 ).

Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaStrada Anfo-Baremone-Passo Maniva

Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaStrada Anfo-Baremone-Passo Maniva

Il dislivello percorso è notevole: si parta dai 390 m di Anfo per arrivare ai 1646 m del Passo del Maniva toccando anche i 1800 m durante il tragitto.
Fortunatamente questa strada è stata riaperta perchè merita molto dal punto di vista naturale e paesaggistico con molti punti panoramici e caratteristici che ho avuto modo di fotografare (vedi galleria fotografica completa).

Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaStrada Anfo-Baremone-Passo Maniva

Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaStrada Anfo-Baremone-Passo Maniva

Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaStrada Anfo-Baremone-Passo Maniva

All’arrivo della strada al Passo del Maniva tappa eno-gastronomica presso l’ottimo Ristorante “Dosso Alto”. Per il menù fatevi consigliare sulle specialità del giorno dal personale molto ospitale.
Strada Anfo-Baremone-Passo ManivaPersonalmente ho provato un antipasto di salumi con polentina e funghi, tris di primi (gnocchetti panna e funghi, pennette al Bagoss, tortelli alle erbette), polenta con formaggio alla griglia concluso con lo specialino della casa (caffè con correzione segreta da provare assolutamente).
Per il rientro a casa abbiamo affrontato un itinerario sempre bello da percorrere: discesa verso Bagolino, Idro, Capovalle, Lago di Valvestino, Gargnano e Gardesana fino a Desenzano d/G.

Clicca sulle fotografie per ingrandirle.

La galleria fotografica completa della Anfo-Baremone-Maniva (68 fotografie)

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Tutte le volte me lo chiedo…ma quale sarà il paese dove viene preparato e cucinato il miglior spiedo della provincia di Brescia?
Qualche giorno fa sono stato a Gussago presso la Trattoria Caricatore (nome che trae origine dalla radicatissima tradizione venatoria) dove ho mangiato un buonissimo spiedo anticipato dall’immancabile minestra sporca e accompagnato da polenta. Posto consigliato!
Sono stato anche a Serle, a Treviso Bresciano, nelle zone del Garda e tutte le volte resto stupito e ben colpito da questo tipico piatto bresciano. Avete altri consigli o idee di quale sia per voi la capitale dello spiedo bresciano?

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Cena alla Festa di S. Maria Maddalena a Desenzano (2008)Cena alla Festa di S. Maria Maddalena a Desenzano (2008)

Tempo d’estate e tempo di feste e sagre di paese. Nel basso Garda se ne svolgono tantissime ed è sempre bello ritrovarsi in compagnia e all’aria aperta a cenare grazie agli ormai attrezzatissimi stand gastronomici.
Come da tradizione cerco di perdermene poche e a questo punto dell’estate (in attesa del tour de force di agosto 😉 ) ho provato le cene preparate in occasione della Festa Medievale in Castello a Padenghe s/G, della Festa tirolese in Castello a Desenzano del Garda, della Festa di San Luigi a Centenaro e della Festa in Lugana e in ultimo quella preparata in occasione della Festa di Maria Maddalena a Desenzano d/G (dal 24 al 28 luglio 2008).
Come l’anno scorso devo dare per ora il premio a quest’ultima festa.
Piatti preparati sempre con cura e con ingredienti e cottura ottimi. Anche il servizio è veloce e puntuale considerando il notevole afflusso di gente dutante le serate. Qualcuno ha paragonato il tutto a un ristorante a quattro stelle a cielo aperto e devo dargli proprio ragione. 😉
Personalmente sono stato alla festa sia domenica che lunedì scorso provando i risotti e la carne (spiedini e la classica grigliata); ottimi anche i contorni (ho provato le patatine e le melanzane alla griglia).
Complimenti a tutti: cuochi, collaboratori e organizzatori !

Cena alla Festa di S. Maria Maddalena a Desenzano (2008)Cena alla Festa di S. Maria Maddalena a Desenzano (2008)

Clicca sulle miniature per ingrandire le fotografie.

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Se volete andare a mangiare dell’ottimo pesce di mare e spendere poco vi consiglio il Ristorante Pizzeria Rosa dei venti di Franzini Andrea e Cristina. Il locale si trova praticamente ad Esenta ed è facilmente raggiungibile dalla tangenziale che da Desenzano porta verso Castiglione d/S. Prendendo l’uscita a “Lonato-Castiglione-Esenta” e seguendo la direzione Esenta vi troverete la Rosa dei Venti subito alla vostra sinistra. Piatti forti sono l’antipasto Rosa dei venti (a base di pesce), risotto allo scoglio e la grigliata di pesce. Tutto veramente sempre molto buono e di qualità e preparato con cura dal bravissimo Andrea. Prezzi decisamente ottimi.
Sala non particolarmente ricercata ma di solito quello che conta è ciò che ti viene portato nel piatto. 😉 Da provare sicuramente.

Indirizzo Via Lonato 143/B (Castiglione d/S)
Telefono 0376.944739

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Trasferta a Mantova

A quasi tre mesi dalla trasferta in Valtellina ecco che i mitici tutors/colleghi/amici (il sottoscritto, Flavio, Serena, Davide) si incontrano nuovamente per passare in compagnia un altro weekend. Questa volta lo fanno come promesso in terra mantovana. Ringrazio da subito Flavio e Isabel per la grande ospitalità.
Trasferta che per quanto mi riguarda parte da Verona dopo il match contro il Chievo. Arrivo a Mantova verso le ore 19 e subito dimentico la sconfitta del Brescia buttandomi su una sublime cena a base di pesce magistralmente allestita e preparata da Isabel.
Piatto imperiale della serata sua maestà la paella che potete ammirare in foto servita in una pentola delle dimensioni di una piscina. 🙂 Pentola che prende il nome di paella che a sua volta dà il nome a questo famoso piatto tipico spagnolo. Piatto preceduto da gamberi e vongole e il tutto accompagnato da vini importanti (almeno così “ce li vende” Flavio 😉 reduce da numerose lezioni sul vino di un corso che sta frequentando) prevalentemente della cantina Ricchi di Monzambano (MN). La cena prosegue allegramente grazie alla splendida compagnia e anche un po’ ai vini importanti. 🙂

Cena a Mantova a casa di Flavio
Cena a Mantova a casa di FlavioCena a Mantova a casa di FlavioCena a Mantova a casa di Flavio

Proseguiamo la serata andando a ballare in un locale a Valeggio sul Mincio e rientriamo a notte fonda a casa di Flavio per il meritato riposo.
La mattina seguente ci regala un bellissimo sole primaverile che ci accompagna piacevolmente durante una passeggiata fra le piazze e i palazzi del centro storico della città di Mantova.
Cena a Mantova a casa di FlavioArriva l’ora di pranzo e decidiamo di fermarci in Piazza Leon Battista Alberti alla Trattoria Alla nuova Marasca.
Locale che prepara piatti mantovani e permette di pranzare all’aperto. Decido di riprovare uno dei piatti tipici locali (provato non tanto tempo fa) e scelgo un ottimo risotto alla pilota (questa volta senza il pontèl). Arriva poi il momento dei saluti con la ripromessa di un nuovo weekend in terra gardesana a Desenzano dove giocherò in casa. 😉

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Che gioranta ragazzi! Sabato è stata una trasferta bella e incredibile.
Vincere è bello ma a Bergamo ancora di più. 😀
Ecco il racconto Albinoleffe-Brescia. Partenza verso le ore 10 da Desenzano del Garda in auto con amici e sosta dopo pochi chilometri per una colazione in Autogrill che fa sempre molto atmosfera da ferie.
Arriviamo a Bergamo verso le ore 11. Tempo di parcheggiare e ci avventuriamo in Bergamo Alta per una visita alla bellissima città.

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Purtroppo il tempo non è dei migliori ma nonostante il cielo molto cupo riusciamo a non prendere neppure una goccia di pioggia per tutto il giorno.
Dall’alto si ha una vista panoramica della città bassa di Bergamo e dal Parco delle Rimembranze si riesce anche a vedere lo stadio Azzurri d’Italia di Bergamo (vedi foto qui in basso a sinistra).
Passeggiando per le vie del centro di Bergamo Alta oltre a molti monumenti e palazzi si incontrano tantissimi negozi dalle origini antiche. Nelle vetrine delle fornerie e pasticcerie noto il dolce tipico (qui in foto) della provincia di Bergamo: la polenta e ösèi (polenta e uccelli) ispirato al classico piatto Lombardo che fa da secondo. Che secondo me, senza nulla togliere, merita molto di più dell’omonimo dolce…tutta un’altra cosa la polenta vera. 🙂

Albinoleffe-Brescia 2-3Albinoleffe-Brescia 2-3

Alle ore 12 scatta l’ora della tanto attesa sosta enogastronomica nei pressi di Piazza Vecchia all’albergo-ristorante Il Sole. Ci attende il menù turistico del giorno con risotto al radicchio e branzi, coniglio con polenta (quella vera) sia normale che taragna, gelato 3 gusti, acqua e vino (il tutto a 23 euro).
Tutto molto buono e ottimo servizio…consigliato!
Al termine passeggiata digestiva per il centro in attesa dell’orario della partita.
Ci dirigiamo in auto verso lo stadio per assistere al big match fra Albinoleffe e Brescia arrivando praticamente insieme ai pullman della tifoseria bresciana. Qualche problema iniziale ai tornelli dove la tecnologia fa ancora molto spesso cilecca (problema con il trasferimento dati dei singoli tagliandi) ed eccoci all’interno dello stadio. Si respira un’aria di sfida più del solito dato che ci si trova nello stadio dell’Atalanta, rivale storica del Brescia. Noto con piacere che il settore ospiti per questa partita non è il solito che veniva assegnato quando si incontrava l’Atalanta ma ci è permesso di stare in una parte più comoda, leggermente più lontana dalla tribuna e più vicina alla parte centrale della curva.
La visuale è perfetta e la partita la si riesce a seguire benissimo. La tifoseria di casa occupa tribuna e gradinata lasciando completamente vuota la curva (è la prima volta che mi capita di andare in trasferta senza avere di fronte la curva gremita dei tifosi di casa).
Tifosi bresciani molto numerosi come sempre quando c’è un appuntamento importante e che fanno sentire da subito il loro calore (personalmente la voce mi è tornata la mattina seguente).

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La partita è una vera e propria tempesta di emozioni e ha davvero dell’incredibile. Un sorprendente uno due che dopo soli pochissimi minuti porta il Brescia in vantaggio per 2-0 (rigore sbagliato e poi corretto in rete da Tacchinardi e raddoppio di Caracciolo). Brescia che poi continua ad attaccare e e si vede anche negare due rigori solari. Sembra fatta ma nel calcio c’è purtroppo la famosa legge che chi sbaglia alla fine subisce e così è stato: sul finale del primo tempo arriva su calcio d’angolo il gol che riapre le speranze dell’Albinoleffe. Secondo tempo diverso con il Brescia meno presente che subisce incredibilmente il pareggio sciupando così il doppio vantaggio iniziale. A questo punto sale in cattedra Cosmi (che a fine gara verrà ad esultare sotto la curva promettendo a gran voce la promozione) che con i suoi cambi azzeccati nel settore offensivo riesce a cambiare la partita e Taddei ci regala una gioia incredibile andando a segnare il gol vittoria del 3-2 (gioia che non riesce neppure lui a contenere e dalla troppa esultanza si becca il secondo giallo dall’arbitro che lo costringe ada abbandonare il campo). Brescia in paradiso e Albinoleffe stordito che riesce nel finale a colpire anche un palo.
Fischio finale e festa generale in campo e sugli spalti per questa vittoria su un campo difficile e su una diretta avversaria.
La serie A ora è ancora più vicina! Grazie ragazzi!
Rientro trionfale in auto verso Desenzano e adesso tutti a Verona!
Sabato c’è da fare un’altra impresa…battere il Chievo! 😉

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Esiste un piatto tipico mantovano originario di Castel D’Ario conosciuto da molti e chiamato risotto alla pilota col pontèl (supporto); il piatto è a base di riso essendo questa terra patria di questo prodotto.
La settimana scorsa sono stato ospite da amici a cena e ho avuto il piacere di provarlo per la prima volta.
Cucinato a Desenzano del Garda (quindi utilizzando il gergo calcistico è fatto fuori casa e vale doppio 😉 ) e devo dire che è stato ottimo e ha saziato parecchio (il piatto fa infatti sia da primo che da secondo).
Gli ingredienti principali sono: riso (rigorosamente Vialone Nano), salamella o pesto di maiale (o tastasal) e costine di maiale (il pontèl).
Il piatto è di lunga preparazione. Il riso necessita di una cottura a vapore e sia la salamella che le costine di maiale vanno cotte separatamente.
Ecco in fotografia qui a lato il risultato. Si mangia il risotto condito con la salamella insieme alle costine di maiale e su consiglio dell’ottima cuoca il tutto va accompagnato con dell’insalatina fresca.
Il nome di questo piatto tipico ha origine dal nome dialettale dei braccianti delle riserie. In mantovano infatti le riserie sono dette pile e i piloti erano appunto coloro che vi operavano.
Io invece pensavo che pilota derivasse dal fatto che Castel D’Ario è il paese di natale di Tazio Nuvolari, famoso pilota. 😉
Comunque sia 10 e lode alla cuoca! Complimenti e grazie di tutto!

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Lunedì di Pasquetta all’insegna dell’enologia. 😉
Sono stato a Negrar nella zona della Valpolicella (in provincia di Verona) al famoso Palio del Recioto.
Ne avevo sentito parlare da molti e devo dire che è stato molto divertente. Tantissima la gente presente alla manifestazione e tutti stranamente molto allegri con aria di festa. 😀

Il Palio ogni anno premia la cantina che produce il miglior vino Recioto dell’anno. Una giuria di esperti valuta il vino in base a vari fattori e aspetti.
Il Palio dura parecchi giorni ma le giornate clou sono quelle di Pasqua e Pasquetta dove nel centro storico di Negrar sono piazzati circa una ventina di chioschi delle varie cantine vinicole che fanno degustare la loro produzione di Recioto (e anche Amarone, altro vino locale della zona che con il suo sapore amaro si contrappone al dolce del Recioto).
Il vincitore del Palio viene comunicato proprio nella sera della Pasquetta.

Viene consegnata una tracolla e un bicchiere in vetro con il logo della manifestazione da utilizzare per le degustazioni in giro per i vari chioschi.
Atmosfera di festa con gruppi folkloristici che improvvisano spettacoli per la piazza e balli in condizioni di allegria e precario equilibrio. 😉

Il Recioto ha un sapore molto dolce e vellutato ed è secondo me ottimo.
Effetti collaterali: si lascia bere che è una meraviglia ma dopo qualche bicchiere comincia a farsi sentire di brutto; ti dipinge la lingua di viola; ti rende le mani appiccicaticcie. Per quanto riguarda il primo effetto collaterale mi sono un po’ salvato dato che sono arrivato nel tardo pomeriggio. 😉
Ah, se volete lasciarvi andare proprio del tutto a questo vino sono organizzati anche dei pullman. 😀

Ho scoperto l’origine del nome Recioto
Il nome di questo famoso vino della Valpolicella deriva dal dialetto locale rece (le orecchie). In passato questo vino veniva preparato solo con le orecchie del grappolo d’uva: gli acini più alti ed esterni, esposti maggiormente al sole.

A sera ho cenato presso la trattoria osteria dalla Bice nella parte alta di Negrar. Consiglio vivamente gli antipasti con la tipica polenta soppressa.

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Malga Gostner - Alpe di SiusiMalga Gostner - Alpe di SiusiMalga Gostner - Alpe di Siusi

Se siete sull’Alpe di Siusi e dovete pranzare non potete non andare alla mitica Malga Gostner. La malga si trova a 1930 m a metà strada fra il Compatsch e Saltria (vedi cartina) ed è raggiungibile facilmente a piedi (con ciaspole se la neve è abbondante) o direttamente con gli sci dato che si trova lungo la pista. La malga prepara piatti veramente curiosi ed incredibili oltre che buonissimi.
Malga Gostner - Alpe di SiusiSembra impossibile che da una malga così piccola si riescano a sfornare dei piatti di alta cucina come questi.
All’interno ci sono in tutto 4 tavoli ma se il tempo e la temperature lo permettono consiglio di accomodarsi sui tavoli all’esterno a contatto con la natura dove lo spazio non manca.
La malga è stata premiata nel 2006 con il Premio Godio 2006: complimenti a Franz Mulser artista dei fornelli.
E’ la seconda volta che mi fermo a mangiare presso la malga e questa volta ho assaggiato una delle cose più buone che abbia mai provato.
Si tratta della crema di fieno servita nel pane (vedi foto).

Malga Gostner - Alpe di SiusiMalga Gostner - Alpe di Siusi

Una pagnotta di medie dimensioni scavata con precisione e riempita di crema fatta con il fieno e condita con qualche fiore. Dieci e lode.
Il pranzo è continuato con un tagliere con speck tagliato con salsiccia affumicata, formaggio grigio e pane per poi chiudere con una fetta di millefoglie alla crema con vaniglia e lamponi. Qui sotto vedete il menù di questo periodo e la scelta è veramente ampia e curiosa.

Malga Gostner - Alpe di SiusiMalga Gostner - Alpe di Siusi

Il menù cambia con le stagioni e con la fantasia di Franz. Durante l’estate mi ero mangiato una stranissima insalata di fiori, ebbene si’…proprio fiori di montagna, mi sembrava di essere una capra ma vi giuro che il condimento era azzeccato e il piatto è risultato ottimo. A questo piatto vegetariano ho aggiunto dei canederli dolci e una fetta del tipico strudel.
Le ricette sono ovviamente segretissime.
Franz si diverte molto a girare per i tavoli all’esterno della malga a vedere i volti incuriositi e stupiti dei suoi clienti ma secondo me lo fa anche perchè la cucina è veramente piccola e claustrofobica e piena di attrezzi da cucina e non disdegna di brindare con grappe nostrane insieme ai clienti. Lo riconoscete dal suo inseparabile grembiule blu (tipico della zona) e dal cappello di feltro verde in testa. Consigliatissima!

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Qualche sera fa ho avuto il piacere di gustare un’ottima pizza. Sono stato alla pizzeria La Stella del Garda in via Valtenesi 19 (sotto il territorio di Desenzano) aperta da pochi mesi.
Dal centro percorrere la statale che costeggia il lago verso il Desenzanino raggiungendo poi la località del Vò, quindi proseguire fino alla curva in discesa che porta al rettilineo del Lido di Lonato. Il locale si trova sul lato sinistro della strada (prima della nautica Bellandi) con comodo parcheggio.
La pizzeria ricorda quasi un agriturismo: è presente una sola ampia sala e l’ambiente è molto casereccio (accogliente il caminetto con il fuoco acceso presente in fondo alla sala).
La pizza è da non perdere per gli amanti della pasta bassa, ben cotta e croccante. Le dimensioni sono abbondanti. Quella in fotografia è quella che ho scelto. Si tratta della pizza idra con mozzarella, wurstel, spinaci, pomodorini e olive. Buon appetito! 😀 (per informazioni tel. 030.9123322)

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Trasferta culinaria questo fine settimana.
Venerdì sera ho cenato presso la Taverna Ristorante Ciccio passami l’olio a Bergamo.
Non ridete, si chiama così veramente. Se non ci credete andate a vedervi il sito internet. 😀
Durante la serata poi era un continuo Ciccio passami…qualsiasi cosa. 😉
Il locale si trova nel centro storico della Bergamo bassa (la Berghém de sòta) e facilmente raggiungibile dall’autostrada: uscire al casello di Bergamo e seguire per il centro storico. In prossimità del centro parcheggiare e cercare la Via Sant’Alessandro.
L’ingresso di Ciccio passami l’olio è molto piccolo: trovate un’insegna sopra un arco all’ingresso di un edificio; bisogna infilarsi in questo passaggio lungo un vicoletto chiuso e si arriva all’interno del locale.

Ambientazione e arredamento etruschi. Muri con dipinti storici, anfore in ogni angolo delle sale (pure appese sul soffitto ma saldamente fissate 😉 ). Si respira un’aria semplice e allegra; anche il personale è cordiale e simpatico.

Si parte con le ordinazioni ma prima di iniziare la cena, puntatina nel bagno del locale (non che la cosa sia di pubblico interesse) ma non posso non documentare una toilette così originale. Alzo lo sguardo sul soffitto e torvo di tutto…tazzine, piattini, piatti, stoviglie varie attaccate al soffitto. 😀
Tornando all’aspetto culinario, personalmente ho condiviso un abbondante antipasto fantasia (cotto, crudo, salame, bruschette al pomodoro, mozzarelline di bufala, frittata e delle stratosferiche verdurine tagliate a julienne e fritte) e mi sono buttato poi in un risotto allo zafferano e salamella (atteso più del previsto, ma il locale era sul tutto esaurito); il tutto condito con vino rosso sfuso della casa.
Chiudo la cena con la tipica moka di ciccio. Una teiera piena di caffè accompagnata da un’enorme tazza di zabaione e biscottini al seguito.
Posticino originale e da provare sicuramente se siete da quelle parti.
Prezzi medi e consigliata la
prenotazione.

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Con la stagione autunnale ecco arrivare puntuali gli aggiornamenti dell’angolo del Mangiar Bene. 🙂
Ieri sera sono stato a cena all’agriturismo “Cascina Maigone” a Puegnago del Garda.
Non e’ facilissimo da trovare. Bisogna percorrere la statale che porta da Desenzano del Garda a Cunettone di Salò; arrivati alla rotonda di Cunettone prendere la terza strada a sinistra (quella che porta verso Puegnago).
A questo punto proseguire per circa 500 metri e sul lato destro svoltare in una stradina sterrata (via Maigone). Percorrere questa stradina fino in fondo e si raggiunge l’agriturismo. Posizione isolata e immersa in tantissimo verde.
La sala non ha molti tavoli ed è consigliata la prenotazione visto che è aperto solo la sera del venerdì, sabato e domenica (domenica pure a pranzo e nella stagione estiva è aperto anche il giovedì sera).
Soffitto in legno chiaro e atmosfara semplice ma raffinata.
Menù non ampio ma curato con la scelta fra antipasti misti, tre primi, tre secondi e tre dolci.
Antipasti misti con affettati nostrani di vario tipo, tortino di zucchine, pomodori gratinati, formaggio alla griglia. Come primo ho optato per delle lasagne alle verdure, molto buone, leggere e delicate (ero indeciso anche sui tortelli di zucca). Come secondo ho ordinato un ottimo coregone con polenta e salsa verde, come dolce una fetta di torta di mele e cannella. Consiglio il vino sfuso rosso della casa.
Prezzi ragionevoli. L’agriturismo è sprovvisto di sito internet.
Il telefono è 0365.651873.

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L’angolo del mangiar bene sul blog è rimasto un po’ fermo in questo periodo.
Niente ristoranti e pizzerie ma come da tradizione i mesi di luglio e agosto sono destinati agli stands gastronomici delle varie feste e sagre popolari della zona.
Sono praticamente riuscito a cenare in quasi tutte restando più o meno soddisfatto.
Andando con ordine la prima festa è quella di S. Maria Maddalena organizzata dalla parrocchia del Duomo a fine luglio. Secondo me in assoluto la festa in cui si è mangiato meglio. Grigliata ben cotta, primi di qualità e tutto molto buono. Consigliato il fritto misto, il risotto e le sardine. Complimenti!
Nei giorni successivi è stata la volta della festa del lago e dell’ospite presso il porto di Rivoltella (organizzata dai Cuori Ben Nati).
Anche qui si è mangiato molto bene come da tradizione, ma l’affluenza è stata veramente notevole e si sono create spiacevoli code e per questo motivo in rari casi la cucina è stata poco curata. Consigliati i gnocchetti al pesto e la grigliata (nota positiva la polenta fresca di paiolo e non abbrustolita a fette come nelle altre feste).
Nella parte centrale di agosto si sono svolte in contemporanea a San Martino la festa di San Rocco e la festa del Vino. San Rocco (festa poco affollata e per intenditori 🙂 ) non mi ha soddisfatto come gli anni precedenti. Sono capitato nella serata no per la cucina. Amici e conoscenti mi hanno assicurato però che nelle serate successive si è tornato a mangiare bene come gli altri anni.
Ottima la grigliata mista e molto curata la frittura delle patatine (stremante la lenta coda per accaparrarsele 😉 ).
Per la festa del Vino curato molto il bere 🙂 ma meno la cucina.
Non esaltante ma comunque buona.
Chiude l’estate gastronomica la festa dell’Anitra organizzata dalla Parrocchia di S. Giuseppe Lavoratore nella storica Piazza Garibaldi a Desenzano.
Direi poco ma buono 🙂 . Sottostimata l’affluenza da parte degli organizzatori e già alle ore 20 erano già state cancellate importanti voci del menù proposto. Quello che si è riuscito a mangiare è stato comunque di qualità.
Da segnalare le pennette al sugo d’anitra e l’ottima salamina.
Manca all’appello la la Festa del Bassanel presso la Madonna della Scoperta che per il primo anno non si è svolta per problemi organizzativi. Peccato veramente!

Alla prossima estate…

Altre informazioni sulle feste popolari dei Desenzano.

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Ieri sera grande cena di pesce presso il ristorante interno del Campeggio
“Le Brede” di Moniga
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Il risotrante è aperto sia per i campeggiatori che per i visitatori esterni ed e’ raggiungibile arrivando dal porto del paese. Atmosfera da vacanza con turisti e vista lago molto suggestiva con tavoli sia all’aperto che al chiuso.
Abbiamo optato per il pesce e sulla nostra tavola sono arrivati degli antipasti di mare, linguine allo scoglio (porzione infinita), pennette al salmone, linguine alle vongole. A seguire un fritto misto di mare. Il tutto con dell’ottimo Lugana fresco.
Complimenti e grazie a Gigi (il tutto fare) e a tutto il suo staff per l’ospitalità e il servizio. Da provare.

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Speck Stube a Malcesine

Se vi capita di essere tra le parti di Malcesine sul lago di Garda e avete voglia di mangiare carne ai ferri non potete non fermarvi allo Speck Stube.
Ieri sera ero proprio lì e ne ho approfittato. 😉
Lo si raggiunge arrivando dalla statale e svoltando per la strada che porta alla cabinovia del Monte Baldo. Si prosegue per questa strada salendo per 5 minuti.
Si arriva in una spianata immersa in una cornice verde fra ulivi e panorama incantevole dove sono dislocati grandi tavoloni in legno all’aperto sotto piante e pergolati.
Tra i piatti disponibili vi segnalo: pollo ai ferri, stinco di maiale (riconoscibile nella foto), costine, wurstel e come contorni crauti e patatine fritte accompagnati da una buona birra (consiglio la Weizen). Il clima è molto trentino.
Come dolce da non perdere il tiramisù (così buono lo fanno in pochi posti).
E’ aperto in orario continuato dalle 12 alle 24 (da evitare gli orari di punta nei fine settimana).

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